Il termine mass media, ormai adottato anche nella lingua italiana, proviene dall'inglese, che a sua volta ha preso la parola media dal latino, dove media è il plurale di medium (cioé mezzo).
Con il termine mass media si intendono i mezzi di comunicazione di massa, ossia mezzi attraverso i quali è possibile diffondere informazione e conoscenza.
Tra i media utili per comunicare alcuni vengono spesso definiti - per la universalità della loro funzione e per la diffusione su scala planetaria che hanno raggiunto - mezzi di comunicazione di massa. Fra questi i più diffusi sono televisione, cinema, radio, stampa, internet.
Ma la domanda è: sono davvero mezzi di comunicazione, atti a diffondere informazione e conoscenza?
L'idea diffusa è che una società, per essere realmente e completamente democratica, dovrebbe poter disporre di mezzi di informazione indipendenti che possano realmente fare informazione al servizio del cittadino, in merito ai più disparati argomenti, politica, economia, scienza, salute..
Il ruolo dei media di fonti di informazione per i cittadini in una democrazia liberale dovrebbe essere considerato come un quarto potere, alla stregua dei poteri esecutivo, giuridico e legislativo, e dovrebbe quindi essere reso autonomo rispetto agli altri; il più grande rischio per la democrazia è la concentrazione della proprietà dei media, la cui indipendenza dal controllo politico dovrebbe essere invece tuteleta e regolamentata a livello legislativo.
Esattamente l'opposto di ciò che accade in Italia, dove in particolare la televisione pubblica, ma anche la carta stampata, sono fortemente condizionate dalle maggioranze politiche che di volta in volta si affermano alle elezioni; per non parlare poi della proprietà delle reti Mediaset...
I media, per la loro stessa struttura comunicativa, modificano profondamente la nostra percezione della realtà e della cultura, secondo il principio di Marshall McLuhan per cui "il medium è il messaggio". Infine, poiché un aspetto molto importante della comunicazione di massa è la produzione in serie di messaggi come "merce", diventa molto importante lo studio delle strategie con cui vengono prodotti e diffusi i messaggi, specialmente quando lo scopo di questi messaggi è quello di influenzare le idee ed i comportamenti dei destinatari, come accade nella comunicazione politica o nella pubblicità.
Stiamo vivendo un periodo di "dittatura mediatica", dovuta ad una serie di tristi coincidenze, in cui l'informazione, quella vera, è latitante.. solo una ridotta minoranza di persone legge libri e giornali o si informa tramite internet, e quindi la grande massa è necessariamente e fortemente condizionata dal messaggio che passa la "scatola magica". Ma quale messaggio arriva nelle nostre case?
Il nostro paese è davvero messo male, con problemi economici, problemi di disoccupazione, malasanità, istruzione pubblica inesistente... e chi più ne ha più ne metta... Ma basta accendere la televisione per risollevarsi: vuoi diventare un ballerino? un cantante? un attore? una velina? o magari vuoi diventare milionario? al giorno d'oggi tutto è possibile.. Questa o quella rete stanno cercando proprio te! o magari il tuo amico! basta iscriversi! è così semplice!
Senza nulla togliere alla categoria dello spettacolo, nella quale per altro esistono scuole che dovrebbero formare professionisti veri, magari non bellissimi, ma bravi, capaci, talentuosi.. Ma davvero ciò di cui abbiamo più bisogno in questo momento è un continuo ricambio di attori improvvisati sul palcoscenico televisivo? Pensiamo davvero di poter risollevare le sorti del nostro paese semplicemente continuando ad ignorare i veri problemi, sperando che prima o poi qualcun'altro li risolva per noi?
Siamo ormai lobotomizzati da una Televisione, privata o pubblica è indifferente, che ci aliena con trasmissioni di dubbio gusto, ci "informa" in tempo reale su ogni sospiro di questo o quel VIP, trasformandoli addirittura in notizie da telegiornale, ci fa vivere vicende che non ci appartengono, e tutto a mio modesto parere per distrarci da quello che è il problema fondamentale: IL NOSTRO FUTURO.
Nel nostro piccolo quotidiano noi tutti stiamo costruendo, o forse distruggendo, qualcosa; ma non sappiamo cosa, perché nessuno ce ne parla, nessuno si prende la briga di dirci davvero come stanno le cose, perché c'è sempre un interesse economico dietro ogni foglia che si muove, e poiché questo interesse economico non è direttamente "nostro", ma di pochi eletti, noi continuiamo ad essere mantenuti all'oscuro di tutto. O quasi.
Perché sorprendersi quindi davanti a giovani liceali che, tanto per dirne una, ignorano chi sia il loro nuovo professore Giovanni Scattone perché non hanno mai seguito un tg o letto un giornale..forse, tutto sommato, fanno bene..forse, tutto sommato, è meglio essere totalmente disinformati piuttosto che parzialmente informati..FORSE.